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Elezioni Sardegna 2014. Signori, giù il cappellaccio!

  • da: admin
  • caricato: 01/ott/2013
 Elezioni Sardegna 2014. Signori, giù il cappellaccio! /media/flashcomm?action=mediaview&context=normal&id=35
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Un cappello non li salverà.
Ci hanno provato anche stavolta i virtuosi dei cappelli e dei cappellacci, ma le prossime elezioni in Sardegna offriranno un raro spettacolo: due donne vere che si contendono la poltrona di governatore.
Dal punto di vista cronologico, Michela Murgia, la scrittrice talentuosa e premiatissima, ma con relativa esperienza politica, è stata la prima a presentarsi ufficialmente in veste di candidata. Per il momento è appoggiata da ProGres e numericamente ha un peso specifico oggettivamente basso.
Dopo i risultati delle primarie Francesca Barracciu, politica di sufficiente esperienza, appena emersa dall'apnea a cui l'aveva condannata il PD, fa paura. E' certamente lei la candidata numero uno, quella che segna il passo e con cui si dovranno fare i conti.
Francesca sembra non avere rivali: bella da far schifo, intelligente e preparata, conta sulla macchina acchiappa voti del PD che sa essere efficiente e sa come usare i vecchi metodi della Balena Bianca. Se si dovesse fare un'autopsia al Partito Democratico si troverebbero infatti molti organi del famoso cetaceo che aveva allietato le pagine di politica interna della cosiddetta “ Prima Repubblica”italiota.
Michela Murgia, altro caso in cui due fenomeni: tette e cervello si presentano contemporaneamente, se persevera nel suo isolamento dalla base degli indipendentisti, se non smette i panni della vestale dei salotti intellettuali, se non si confronta ideologicamente e numericamente con coloro che rappresentano il suo bacino di voti, nulla potrà contro Francesca Barracciu, portatrice sana di tette anch'ella ma con un'armata pronta a schiacciare chiunque.
A margine di tutto ciò stanno i due cappellacci. Il primo lo è di nome e di fatto, un uomo che ha già dato modo di comprendere quali siano gli interessi per cui si batte e che qui vediamo raffigurato col nostra berritta nazionale. Probabilmente è andato a lezione dal “cappellaio matto”, ne rappresenta infatti colori politici e l'etica, persone che ancora credono che indossando un cappello possano, come in teatro, vestire i panni e impersonare il bacino d'utenza che di volta in volta vogliono sensibilizzare. Considerato il numero di topolini e rattoni che stanno cercando di abbandonare la nave della “casa delle libertà”, la battaglia è considerata persa anche da loro stessi.
Il secondo è il papa gesuita che si spaccia per francescano, il papa che arriva in Sardegna. in visita pastorale proprio in un momento topico. Anche lui con tanto di cappello ha voluto giocare il ruolo del papa minatore, non considerando il fatto che per noi questo è un mero déjà vu, già usato fino alla nausea dal presidente contadino, il presidente operaio e via vagheggiando. Dei sardi il papa gesuita ha il DNA che Shardna, la società di Renato Soru,
( appena scaricato dal PD) ha ceduto al San Raffaele di Milano dopo che quest'ultima l'aveva acquisita e che ora è nelle mani dello IOR il quale detiene la quota di maggioranza e controlla il CDA dell'ospedale dalle mille inquietudini.
Per chiudere questa riflessione gli indipendentisti sardi che se uniti potrebbero davvero far tremare i polsi della bella Francesca, dovranno affrettare i tempi del confronto e costituire il fronte unitario. Sono gli indipendentisti, infatti, che dal punto di vista ideologico ed etico potranno fare la reale differenza alle prossime elezioni. Gli indipendentisti devono qui e ora, smettere di frignare e costituirsi IMMEDIATAMENTE in un unico cordone, prima che il PS d'AZ prenda il volo per andare ad impinguare le schede ellettorali della “bella France” Invito i presbiteriani indipendentisti a recuperare il terreno perso, inghiottire il calice amaro del candidato già scelto e farsene una ragione. Un uomo contro due signore non potrà nulla. Signori, giù il cappello!

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